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BANDA LARGA…

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Navigando in rete e sfogliando i vari giornali, questa mattina ho trovato un interessante articolo inerente alla “banda larga” pubblicato sul “Il Fatto Quotidiano”. Pubblico questo articolo sul mio blog, perché riflette in pieno il mio pensiero al motivo per cui, nel nostro Paese, siamo così arretrati in merito a Internet.

Senza banda larga a causa del monopolio Tv?

di Alessandra Sestito

Non per dover pensare male a tutti i costi, ma secondo voi perché l’Italia, in una ricerca effettuata dalla prestigiosa Università di Oxford, risulta al 26° posto per lo sviluppo della cosiddetta banda larga? Siamo preceduti da Romania, Grecia, Bulgaria, Ungheria, Repubblica Ceca e ce la giochiamo al fotofinish con Polonia e Slovacchia.
Io me lo sono chiesto e ho trovato dei dati interessanti, se incrociati fra loro. Soprattutto e purtroppo, mi è venuto il sospetto che la politica italiana abbia scelto consapevolmente di tenere in vita se non uno zombie, quanto meno un Paese vecchio come il cucco.
Capito che a Bucarest si naviga meglio che a Milano, mi sono subito resa conto che non si tratta di un mero problema di competizione fra “chi è più veloce”, bensì una questione ben più spinosa: nel resto d’Europa la banda larga porterà un milione di posti di lavoro fino al 2015 e una crescita dell’economia di 850 miliardi di euro.
In Italia invece, le speranze di avere internet veloce si sono ridotte al lumicino quando nel 2009 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha dichiarato: «I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi». Ma come? Se dai dati e dalle politiche europee emerge che è proprio investendo in questo tipo di tecnologie che si può venirne fuori?
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S(FINI)TI

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Didascalia foto: Raffaello Uboldi, che osserva dubbioso; il divertito sindaco Roberto De Marchi; l’impacciato Gianfranco Fini e Marco Delpino pronto a intervenire in caso di caduta targa. Tutto questo durante un incontro a Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure.

Non se ne può più di questi governanti da strapazzo. Comunque la colpa è nostra che ce li abbiamo mandati. Sia di destra che di sinistra. Incredibile Fini. Dopo ben 16 anni si è reso conto ora di chi aveva vicino. Mah!!! In questo periodo ha detto verso Berlusconi le stesse cose che dice da anni Di Pietro, magari in maniera più pacata, ma le stesse cose… Va beh, meglio tardi che mai… Comunque mi lascia molto perplesso e lo ritengo poco credibile… E pensare che in un Paese normale una cozzaglia di governanti simili l’avrebbero già presi a calci in culo… Ma l’opposizione dov’è…?

Premio Bindi 2010




Didascalia foto: Roberto Amadè, vincitore Premio Bindi 2010 e si è aggiudicato anche il premio per la migliore musica; Davide Zilli premio per miglio testo; Giorgia Del Mese premio per migliore interpretazione. Ospite della serata Eugenio Finardi.

Inserisco l’intervista fatta al vincitore e pubblicata sul sito degli eventi di Santa Margherita Ligure www.eventisanta.it

E’ di Vercelli, ha 28 anni, ed è il vincitore della sesta edizione del Premio Bindi, andata in scena lo scorso fine settimana. Si chiama Roberto Amadè e lo abbiamo incontrato alla Terrazza del Castello dove ha suonato in acustico in occasione dell’ultimo degli incontri “Intorno alla canzone d’autore” che ha ufficialmente chiuso l’edizione 2010 del concorso intitolato all’indimenticato cantautore genovese.
Allora Roberto, ti aspettavi di vincere il Premio Bindi?
«Assolutamente no! Mi avevano già consegnato il riconoscimento per la migliore musica ed ero già felice così. Quando hanno detto che ero io il vincitore assoluto sono caduto letteralmente dalle nuvole… E’ il primo premio della mia carriera: per questo Santa Margherita resterà per sempre nei miei ricordi».
Come nasce la tua canzone?
«E’ un brano che ho scritto qualche anno fa: è una ninna nanna, ma non è rivolta necessariamente a un figlio bensì a tutte le persone che si vogliono bene con la speranza che possano un giorno realizzare i propri sogni. “Braccia aperte” perchè se si ama bisogna farle andare anche lontano se vogliono esaudire i loro sogni».
Musicalmente a chi ti ispiri?
«Sono figlio di un contrabassista della Scala, quindi sono nato e cresciuto con la musica classica dentro. Le mie canzoni sono intrise di musica lirica un po’ come faceva Jeff Buckley, un mito per me. Però ascolto anche tanta musica italiana: mostri sacri come De Andrè e Tenco, artisti attuali come Bersani e i Baustelle e pop come Tiziano Ferro».
Cosa ti è rimasto del Premio Bindi?
«E’ stata un’esperienza meravigliosa: ho trovato persone che già conoscevo come Enrico Deregibus e Roberta Balzotti e ho fatto amicizia con gli altri concorrenti in particolare con Andrea Grossi. Voglio sottolineare anche che ho trovato veramente molto preparati i musicisti che ci hanno accompagnato durante le serate: mi hanno confessato di essere rimasti molto coinvolti dal mio modo di interpretare “Odio” di Bindi che ho cantato venerdì».
Faccio la più classica delle domande: progetti per il futuro?
«A settembre uscirà il mio primo disco “Tutti gli incanti della vita” che conterrà anche “Braccia aperte” la canzone che ha vinto il Bindi. Il disco è prodotto da Bruno Tibaldi (produttore tra gli altri di Battiato, Pino Daniele, Zucchero e Antonacci, ndr) e vedrà la partecipazione di numerosi musicisti di alto livello tra cui Stefano Bandoni, Pier Michelatti, Gigi Biolcati, Francesco Tamiati, Claudio Cappella e molti altri artisti che hanno collaborato con i più grandi artisti italiani».
Tornerai a Santa Margherita Ligure?
«Magari! Approfitto dell’intervista per “prenotarmi” per il Bindi Winter del prossimo febbraio… Guarda, sono stato veramente bene in questi giorni. Sabato sera, ad esempio, dopo la vittoria siamo andati a festeggiare in un locale e Augusto, il proprietario, ci ha organizzato una festa incredibile».

 

Michele Santoro e Vittorio Feltri




Didascalie foto: Costanza Calabrese e un sorridente Marcello Sorgi; Feltri e Santoro che se la ridono; Vittorio Feltri, Michele Santoro, Angelo Panebianco, Paolo Mieli e Costanza Calabrese durante il dibattito; Feltri e un Santoro alquanto incazato

Si è svolta a Santa Margherita Ligure la quinta edizione del Premio giornalistico internazionale per la Cultura, riconoscimento che viene dato ai giornalisti che si sono distinti nel proprio campo professionale con obiettività e rigore, contribuendo alla diffusione e allo sviluppo della cultura, senza condizionamenti.
Quest’anno tra i premiati figura Michele Santoro, che ha vinto il Premio Nicola Abbagnano e Costanza Calabrese, giovane giornalista del Tg5. Tra i giurati figura anche Vittorio Feltri che, da come ha accolto Santoro durante l’incontro della serata, non penso abbia votato per lui.

ROBERTO PIUMINI scrittore e attore


Nelle foto: Roberto Piumini e Patrizia Ercole che si diverte a fotografare Roberto e Andrea Basevi durante una pausa delle prove dello spettacolo svoltosi a Villa Durazzo (Santa Margherita Ligure), Tre d’amore, di Roberto Piumini con voce narrante dello stesdso autore e Patrizia Ercole. Musiche originali, suonate al pianoforte, di Andrea Basevi

Roberto Piumini è conosciuto principalmente come scrittore di fiabe per bambini e gira nei vari teatri, biblioteche, o altri spazi adeguati e scuole (elementari, medie o superiori a seconda della fascia d’età indicata) dove recita i suoi racconti e, spesso, è accompagnato nella narrazione dall’attrice e pedagoga Patrizia Ercole.
È stato fra gli autori e ideatori della trasmissione televisiva RAI L’Albero Azzurro.